Quando ieri notte seguivo su twitter (#primariepalermo) lo spoglio delle Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a Sindaco di Palermo, ho avuto un flashback amaro: le elezioni politiche del 2006, quelle che dovevano vedere L’Unione di Prodi imporsi sulla Casa delle Libertà con una maggioranza schiacciante e che, invece, nella lunga notte dello spoglio, scheda dopo scheda, hanno consegnato al centrosinistra di allora una vittoria per pochi voti, dal sapore della sconfitta.
Questa la mia sensazione di ieri notte. Metto subito le altre carte in tavola:
1) non sono palermitano, né siciliano, non sono un esperto di politica palermitana, né siciliana, ma, nondimeno, speravo nella vittoria di Rita Borsellino per due motivi. Il primo è la grande stima che provo nei suoi confronti, il secondo è che la consideravo il migliore candidato tra quelli in corsa, in particolare rispetto a Ferrandelli (perché sostenuto dagli alfieri dell’alleanza PD – Raffaele Lombardo) e Faraone (perché la proposta “rottamatrice” di Renzi non mi è mai piaciuta);
2) sono un fan accanito delle Primarie come metodo di scelta delle candidature a cariche pubbliche, e anche quando non vince (le Primarie non si perdono mai) il candidato da me preferito, sono felice che il Popolo del centrosinistra abbia potuto scegliere il suo candidato (ho esultato persino quando ha vinto Renzi a Firenze!). Per questo non mi piaciuta la reazione di Marta Vincenzi all’indomani delle Primarie di Genova, e ancor meno mi è piaciuta la reazione di alcuni esponenti Pd che, pur di polemizzare con Bersani, hanno imputato a lui la responsabilità di ogni non-vittoria di candidati del Pd alle Primarie (Milano, Cagliari, Genova e, per ultima, Palermo) e, invece, hanno taciuto ogni vittoria dei candidati Pd (Asti, Lecce, Monza, Rieti, Parma, Pistoia, Lecce, L’Aquila, etc.).
Ecco. VIVA LE PRIMARIE SEMPRE!
Questo articolo potrebbe terminare così, però più lo leggo e rileggo, un dubbio si agita nella mia testa: VIVA LE PRIMARIE ANCHE QUANDO C’È IL SOSPETTO DI BROGLI? E quando c’è il sospetto che elettori di altri schieramenti siano andati a votare per boicottare il candidato “migliore”?
E ancora un dubbio… su questi sospetti chi deve pronunciarsi? E prima, chi doveva vigilare?
Da domani inizierà, è anzi iniziato già oggi, il grande balletto della politica, quello che i politici amano di più: la resa dei conti. Letta (vicesegretario di Bersani) ha già sentenziato che ora “Bersani deve dire addio a Vendola e Di Pietro” e Tonini (fedelissimo di Veltroni) ha annunciato che “il voto di Palermo è un voto contro la foto di Vasto”.
Lasciamo il gioco delle accuse e delle meschine vendette ai politici di professione. Affrontiamo e risolviamo subito (certo si deve capire ancora chi ne ha il potere) i dubbi circa la regolarità della consultazione.
Viva le Primarie, certo, ma qualcuno si ricorda cos’è successo a Napoli?
Nicola Usai









