ROSARNO SOS: una storia nata di dolore

SOS Rosarno potrebbe essere il nome di una fiaba. Si potrebbe dire che la suggestiva calafricane stretta, pale lavorare una terra che non ha colore, solo la dignità e le braccia a contare, da tempo immemorabile le braccia sono nella natura della produzione di merci insieme. Le armi sono in lotta per secoli, che è stata la terra di rivolte contadine dimenticati dalla storia.
La verità, tuttavia, è che nel 2015 Rosarno non fiabe. La realtà costruita da piccoli agricoltori, artigiani, precari, disoccupati e “lame” di alcun tipo, non è molto conveniente per raccontare le copertine di riviste, una favola nel prendere il sole luminoso dei neri come del sud e messi insieme, non è un esempio di integrazione nella finestra, da vendere ai giornalisti curiosi e politici. Continue reading ROSARNO SOS: una storia nata di dolore

Fini-Giovanardi: cosa c’è di nuovo (e cosa non cambia) dopo la sentenza della Consulta

Pubblicare le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che elimina ordinamento le norme introdotte dalla legge Fini-Giovanardi parificavano comportamenti illeciti relativi a droghe leggere e pesanti. Infatti, oggi, torniamo alla distinzione, in termini di sanzioni, uso illecito di queste sostanze tubazioni connesse. In particolare, la sanzione legale per i non – attribuibile alle ipotesi inferiore è ora ricompresso tra i 2 ei 6 anni per morbidi e non più di 8 a 20 anni di droga. Continue reading Fini-Giovanardi: cosa c’è di nuovo (e cosa non cambia) dopo la sentenza della Consulta

Carceri: tra decreti e piani, segue la corsa contro il tempo per evitare la condanna di Strasburgo

Come tutti sanno, nel mese di gennaio 2013, la Corte dei diritti dell’uomo, l’europeo di prova Torreggiani (parlando a lunghezza trovare esso qui ), ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti fondamentali nelle prigioni e ha fissato una scadenza di maggio 2014 per ripristinare condizioni dignitose nelle carceri.
Nei mesi successivi, tuttavia, la situazione non è migliorata. Per essere limitata solo a causa del sovraffollamento (ma non l’unico che la Corte di Strasburgo ha caricato), il 30 novembre 2013, un regolamento capacità stimata (probabilmente sovrastimato) di 47649 posti a sedere, ci sono stati 64’047 detenuti .

In questo contesto si è diretto dal decreto legge 23 Dicembre 2013, n. 146 (noto come le “prigioni Decreto-vuoto”), che è stato recentemente convertito in legge 21 febbraio 2014, n. 10 [ qui è il decreto modificato dalla legge di conversione].
Nei mesi successivi si è registrato un calo delle presenze nella cella, anche se significativa, è non è sufficiente a risolvere il problema del sovraffollamento (28 febbraio i detenuti erano infatti presenti 60’828 ).

Le conclusioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, come è stato detto, non solo influenzano il tasso di sovraffollamento, ma anche la mancanza di misure adeguate per garantire i diritti fondamentali dei detenuti garanzie.

Il decreto si sposta quindi in due direzioni :

  • riduzione della presenza di prigione, diminuendo gli ingressi e le uscite incremento (cd bersaglio sgonfiaggio);
  • la creazione di un sistema di protezione per i detenuti che vedono i loro diritti violati dalla prigione dellamministrazione.

Tra le novità, in termini di deflazione bersaglio  comprendono:

  1. l’introduzione temporanea con effetto retroattivo (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015) della speciale liberazione anticipata , offrendola possibilità di ridurre di 75 giorni di carcere per ogni 6 mesi ha fatto quando si è in possesso di determinate condizioni (una sorta di estensione della liberazione anticipata, e questo nellOrdinamento Penitenziario e Allart disciplinato 54).;
  2. portando a quattro anni (invece di 3) Pena di limite che ha permesso la libertà condizionale ai servizi sociali .
    In attesa di controllo la decisione della corte, poi è stato concesso al giudice vigilanza alla richiesta del condannato, da applicare direttamente a libertà vigilata nella presenza di tre condizioni: a) grave pregiudizio per il detenuto, se situazione arresto prolungato; b) l’assenza di rischio di volo; c) prima facie caso (cioè, presenza di sufficiente per creare il giudice garantire un grado di applicazione aspettativa lesito positivo);
  3. Si stabilizza la disposizione che consente scontare la pena a casa non dovrebbe superare i 18 mesi frase (questa misura è stata inserita temporaneamente nel primo decreto svuotato le prigioni);
  4. nuove misure deflazionistiche specifici per tossicodipendenti e stranieri ( “categorie sociali” oltre – rappresentati in carcere);
    In particolare, il paragrafo 5 dell’articolo 73 è stato modificato consolidata Drugs Act (DPR 309/1990), introducendo indipendentemente mite “crimini entità” e non solo attenuare già considerato (in questo modo supera assoggettamento al “principio dell’equilibrio tra attenuanti e aggravanti” che, in pratica, reso inutile mitigare l’oggetto è stato spesso coesistere con l’aggravamento di recidiva).
    Per quanto riguarda la non – straniero UE, è stato deciso: da l’ un lato, di ampliare la possibilità di utilizzare la misura alternativa di espulsione; in secondo luogo, per semplificare le procedure burocratiche necessarie per individuare, al fine di accelerare il processo di eventuale espulsione e prevenire la conseguente fermo in un CIE.

Mentre le misure per la tutela dei diritti , il decreto include le seguenti modifiche:

  1. introduzione dell’articolo 35- bis della legge 354/1975 (cd Prison Classification), che fornisce le risorse di una causa legale contro la natura di provvedimenti disciplinari o di reclusione in caso di un reale e grave pregiudizio per l’esercizio della diritti; il tutto accompagnato dalla previsione di un giudizio di conformità in caso di somministrazione inerzia seguendo la convinzione [L’unica lamentela finora di essere vissuta dai detenuti era lamentela comune, governato dal carcere di ordinamento, ma non ha permesso procedure di attivazione giuridicamente vincolante].
  2. nomina del Garante nazionale dei detenuti , l’organo collegiale istituita presso il Ministero della Giustizia, è composto da tre membri nominati dal Presidente del Consiglio.

Come sappiamo, questo è l’ultimo di una lunga e infruttuosa elenco di misure normative che mirano a migliorare le condizioni deplorevoli nelle carceri italiane.
Anche in questo caso, purtroppo, le misure adottate sembrano insufficienti e troppo modesto .

La normativa si concentra più sugli effetti di cause , in una corsa contro il tempo diventa ancora più precaria dalla “spada di Damocle” processo Torreggiani.
Niente potrebbe essere fatto per quanto riguarda la custodia , fattore di notevole importanza se si tiene conto del fatto che più di un terzo dei detenuti sono ancora in attesa di giudizio, e non può godere il più a destra della benefici inclusi nel decreto si applica solo condannati.
Poco è stato fatto in termini di rafforzamento delle misure alternative .
Senza il riconoscimento è stato fatto sulla questione della detenzione sociali . Misure riguardanti stranieri e tossicodipendenti, infatti, sono destinati ad escludere dal circuito in carcere in vista del declino numerico, non ridurre la sua presenza nel circuito criminale tenendo conto della proporzionalità tra crimine e la punizione e una serie di fattori normativi e sociali che possono trascurare se si vuole per realizzare la riforma penale che cerca di evitare sanzioni economiche, ma è il momento di fare un’implementazione informato e razionale l’uso di questi dopo – Illuminismo valori che la nostra Costituzione impone su di noi.