Carceri: tra decreti e piani, segue la corsa contro il tempo per evitare la condanna di Strasburgo

Come tutti sanno, nel mese di gennaio 2013, la Corte dei diritti dell’uomo, l’europeo di prova Torreggiani (parlando a lunghezza trovare esso qui ), ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti fondamentali nelle prigioni e ha fissato una scadenza di maggio 2014 per ripristinare condizioni dignitose nelle carceri.
Nei mesi successivi, tuttavia, la situazione non è migliorata. Per essere limitata solo a causa del sovraffollamento (ma non l’unico che la Corte di Strasburgo ha caricato), il 30 novembre 2013, un regolamento capacità stimata (probabilmente sovrastimato) di 47649 posti a sedere, ci sono stati 64’047 detenuti .

In questo contesto si è diretto dal decreto legge 23 Dicembre 2013, n. 146 (noto come le “prigioni Decreto-vuoto”), che è stato recentemente convertito in legge 21 febbraio 2014, n. 10 [ qui è il decreto modificato dalla legge di conversione].
Nei mesi successivi si è registrato un calo delle presenze nella cella, anche se significativa, è non è sufficiente a risolvere il problema del sovraffollamento (28 febbraio i detenuti erano infatti presenti 60’828 ).

Le conclusioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, come è stato detto, non solo influenzano il tasso di sovraffollamento, ma anche la mancanza di misure adeguate per garantire i diritti fondamentali dei detenuti garanzie.

Il decreto si sposta quindi in due direzioni :

  • riduzione della presenza di prigione, diminuendo gli ingressi e le uscite incremento (cd bersaglio sgonfiaggio);
  • la creazione di un sistema di protezione per i detenuti che vedono i loro diritti violati dalla prigione dellamministrazione.

Tra le novità, in termini di deflazione bersaglio  comprendono:

  1. l’introduzione temporanea con effetto retroattivo (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015) della speciale liberazione anticipata , offrendola possibilità di ridurre di 75 giorni di carcere per ogni 6 mesi ha fatto quando si è in possesso di determinate condizioni (una sorta di estensione della liberazione anticipata, e questo nellOrdinamento Penitenziario e Allart disciplinato 54).;
  2. portando a quattro anni (invece di 3) Pena di limite che ha permesso la libertà condizionale ai servizi sociali .
    In attesa di controllo la decisione della corte, poi è stato concesso al giudice vigilanza alla richiesta del condannato, da applicare direttamente a libertà vigilata nella presenza di tre condizioni: a) grave pregiudizio per il detenuto, se situazione arresto prolungato; b) l’assenza di rischio di volo; c) prima facie caso (cioè, presenza di sufficiente per creare il giudice garantire un grado di applicazione aspettativa lesito positivo);
  3. Si stabilizza la disposizione che consente scontare la pena a casa non dovrebbe superare i 18 mesi frase (questa misura è stata inserita temporaneamente nel primo decreto svuotato le prigioni);
  4. nuove misure deflazionistiche specifici per tossicodipendenti e stranieri ( “categorie sociali” oltre – rappresentati in carcere);
    In particolare, il paragrafo 5 dell’articolo 73 è stato modificato consolidata Drugs Act (DPR 309/1990), introducendo indipendentemente mite “crimini entità” e non solo attenuare già considerato (in questo modo supera assoggettamento al “principio dell’equilibrio tra attenuanti e aggravanti” che, in pratica, reso inutile mitigare l’oggetto è stato spesso coesistere con l’aggravamento di recidiva).
    Per quanto riguarda la non – straniero UE, è stato deciso: da l’ un lato, di ampliare la possibilità di utilizzare la misura alternativa di espulsione; in secondo luogo, per semplificare le procedure burocratiche necessarie per individuare, al fine di accelerare il processo di eventuale espulsione e prevenire la conseguente fermo in un CIE.

Mentre le misure per la tutela dei diritti , il decreto include le seguenti modifiche:

  1. introduzione dell’articolo 35- bis della legge 354/1975 (cd Prison Classification), che fornisce le risorse di una causa legale contro la natura di provvedimenti disciplinari o di reclusione in caso di un reale e grave pregiudizio per l’esercizio della diritti; il tutto accompagnato dalla previsione di un giudizio di conformità in caso di somministrazione inerzia seguendo la convinzione [L’unica lamentela finora di essere vissuta dai detenuti era lamentela comune, governato dal carcere di ordinamento, ma non ha permesso procedure di attivazione giuridicamente vincolante].
  2. nomina del Garante nazionale dei detenuti , l’organo collegiale istituita presso il Ministero della Giustizia, è composto da tre membri nominati dal Presidente del Consiglio.

Come sappiamo, questo è l’ultimo di una lunga e infruttuosa elenco di misure normative che mirano a migliorare le condizioni deplorevoli nelle carceri italiane.
Anche in questo caso, purtroppo, le misure adottate sembrano insufficienti e troppo modesto .

La normativa si concentra più sugli effetti di cause , in una corsa contro il tempo diventa ancora più precaria dalla “spada di Damocle” processo Torreggiani.
Niente potrebbe essere fatto per quanto riguarda la custodia , fattore di notevole importanza se si tiene conto del fatto che più di un terzo dei detenuti sono ancora in attesa di giudizio, e non può godere il più a destra della benefici inclusi nel decreto si applica solo condannati.
Poco è stato fatto in termini di rafforzamento delle misure alternative .
Senza il riconoscimento è stato fatto sulla questione della detenzione sociali . Misure riguardanti stranieri e tossicodipendenti, infatti, sono destinati ad escludere dal circuito in carcere in vista del declino numerico, non ridurre la sua presenza nel circuito criminale tenendo conto della proporzionalità tra crimine e la punizione e una serie di fattori normativi e sociali che possono trascurare se si vuole per realizzare la riforma penale che cerca di evitare sanzioni economiche, ma è il momento di fare un’implementazione informato e razionale l’uso di questi dopo – Illuminismo valori che la nostra Costituzione impone su di noi.

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