Una sfida per i diritti di Tutti: VOGLIAMO le Migrazioni e il Che l’Europe

Il Primo e delle marzo e giornata dei migranti. Anche noi Scenderemo in piazza per affermare l’IMMEDIATA Necessità di un Cambiamento . 
Sapendo Quanto SIA difficile bene nel primo Luogo Essere informati tema dell’Immigrazione sul Secondo Luogo Formarsi e in un’opinione, Proponiamo here for cui ALCUNE delle Ragioni Noi Insieme ai di saremo in piazza tante Altre migranti ea realtà.

Le leggi italiane ed Europee Che regolano yl “migrazione” che sanciscono non TUTTI GLI Esseri umani Sono UGUALI, e CIO a dispetto di quel Complesso di Diritti e Libertà Riconosciuto Dalle varie Dichiarazioni proclamate mangia “universali” le cui affermazioni trovano Oggi (o non trovano) Applicazioni diverse nella Relazione al Luogo di nascita dell’individuo.
For example il Prendiamo Nostro Paese: ci Sono i Cittadini italiani (ei cittadini Europei), ci EI Sono i migranti Regolari migranti Irregolari; I Primi fruire solo possono appieno dei Diritti proclamati Dalle Nostre leggi.

Gli Stessi migranti Regolari Non Sono tutti uguali Tra Loro. C’è una bella Differenza è QUESTI provengono, for example, Dagli stati uniti dal Marocco oppure: i primi avranno bisogno non di un visto dello frontiera per oltrepassare la spazio di Schengen . This discrimina se si basa la Protocolli e Accordi bilaterali Dove sono i rapporti Economici da padrone a lontano.
Il numero di migranti Regolari e deciso dal Governo italiano, con sede a alla supposta Necessità di “forza-lavoro”: è il cosiddetto ” sistema delle quote “. Ulteriore E Quella di prerogativa dell’Esecutivo Quali Nazionalità Pescare SCEGLIERE Tra La forza-lavoro Necessaria: PIU PIU Cittadini libici o Marocchini quest’anno?
La Scelta E valutata con sede a annuncio ALCUNI bilaterali con Paesi Tali Accordi: for example, la Libia è collaborerà nel l’emigrazione contrasto è irregolare dal proprio paese, otterrà “premio” Una alla ricerca di potenziali migranti maggiore quota l’Italia di Lavoro versi , basta Conta poi è i Metodi coercitivi con cui le suddette Attua racconto paese di Violano Politiche Controllo i Diritti Umani. E Quanto al grossomodo s’intende ” clausole migratorie “.

I migranti Regolari Sono Identificati dà Questura e Prefettura con un codice numerico e il pappagallo regolarità Dipende Dalla sussistenza di ALCUNI stringenti Requisiti reddituali, abitativi, lavorativi, Familiari e giudiziali, nonche Dalla Presentazione di Documenti che li attestino, nel RISPETTO di Scadenze Temporali tassative. Il Complessa e Cui Sono inefficiente macchina burocratica soggetti li OGNI passaggio accompagna pervasivamente della loro in Vita di migranti.
Il Necessaria subordinazione della regolarità all’esistenza di un contratto Lavorativo costringe a svolgere Spesso li Che ne mortificano mansioni Professionali qualifiche lui a svolgere contemporaneamente e Più Lavori annuncio Accettare lavorative Condizioni Che le Normali Garanzzie ignorano si prevedi minime Dalle Norme lavoristiche. La precaria Condizione dei migranti Spesso Occasione E di sfruttamento per i Datori di Lavoro, Che Attraverso il ricatto di un contratto Regolare ULTERIORI pretendono prestazioni “in nero” e non pagate. E la chiamiamo prassi.
La Prospettiva di vita nel Nostro Paese per cittadino migrante, also DOPO anni di permanenza stabile Diversi, E sempre soggetta a Rischio della Perdita del Permesso e quindi dell’espulsione. E a Tempi di crisi se brs, nulla e Piu di facile perdere ile Lavoro, o di commettere Piccoli reati che sì che trasformano automaticamente Motivi ostativi al rinnovo del permesso.
QUESTE Sono solo ALCUNE delle Peculiarità dell’attuale sull’Immigrazione Legge, per cui il se Somma Divieto di accesso ad ALCUNE professioni, Riservate: ai solo Cittadini italiani o DELL’UE, l’annuncio preclusione universitari di corsi ALCUNI specialità, Gli ostacoli nell’accesso Agli Altri Alloggi popolari o che hanno servizi sociali NEGLI anni Portato a Pratiche discriminatorie dà delle Istituzioni territoriali parte.

E poi ci Sono i migranti Irregolari , i versi all’espulsione Destinati “senza-Diritti” Paesi Che Non Sono Più che i Loro or sono mai stati lui o Dai Quali Sono comunque Divisori to change Sorti della propria vita di lui.
Per MOLTI di Loro la sofferenza E moltiplicata permanenza in Ritorno dalla Quei Centri di che il nome internamento prendono di Centri di Identificazione Ed espulsione (CIE) , per anni sconosciuti alla parte della maggior popolazione e inaccessibili è non dell’Ordine alle Forze. E lì Che Si Sono Verificate in Rivolte, atti di autolesionismo. suicidi purtroppo.
Gli Irregolari , Spesso, pur non Essere di espulsi, accettano di vivere nell’ombra, sfruttati nelle campagne o nia cantieri, also Ridotti in Vere e proprie forme di schiavitù: i “clandestini” non Hanno altra Scelta è non Quella di appellarsi un Società parallela, non Legale e Spesso criminale, Cui legge stessa perfette Vittime la fornisce.

La legittimazione di un doppio binario dei Diritti ad uno discrezionale Scelta di Seconda STATI e sulla base di degli Luogo di nascita rappresenta l’ipocrisia della proclamata universalità dei Diritti Umani .

La libertà di movimento E un nodo Cruciale della nostra epoca se Pensi Che E proprio il Che this Libera ha Determinato quell’entità lo Sviluppo di Oggi Che senza confini interni chiamiamo europea Unione.
I Tempi Sono Ormai maturi per cominciare ad affrontare una che sfida, Certo non semplice, determinerà il tipo di europeo Società (e non solo) futuro.
Attraverso il sistema di relazioni con la clientela between the Che dispensare territorio ei singoli Dalla Nazionalità di ciascuno Si Può, Non Solo ristabilire l’Pari Dignità delle PERSONE e dei Diritti, ma also puntare davvero la Coesione economica raggiungimento della e sociale Tra Gli Individui.

Con Determinazione di Voler intraprendere this percorso, ABBIAMO I Adérito con tante diverse Altre Realtà all ‘ Iniziativa della Carta di Lampedusa , e con Stesso spirito il primo marzo Scenderemo in piazza i migranti e chiunque altro affermi la Necessità di un Cambiamento nel senso affermato sopra.
Non rischiamo di nasconderci yl Dietro fine “l’utopia” è crediamo Nella Necessità Qualcosa di Realizzare, Mettiamoci al Lavoro.

Il 1 ° marzo sarà la “Giornata di tutti i migranti”. Anche noi marceremo per le strade di rivendicare l’urgente necessità di un change.Since sappiamo quanto sia difficile è, prima di tutto, essendo sul tema dell’immigrazione informato e, in secondo luogo, elaborando un parere personale su di esso, qui abbiamo spiegare alcune delle motivi per cui ci saranno marciando insieme con i migranti e un sacco di diverse organizzazioni e individui.

La normativa italiana ed europea sul “fenomeno migratorio” sono la prova che gli esseri umani non siano trattati come uguali tra di loro, nonostante la serie di diritti e delle libertà riconosciuti come “universale” di dichiarazioni dei diritti dell’uomo Diversi. Prendiamo l’Italia come caso paradigmatico: Abbiamo dei cittadini italiani (e dei cittadini europei), i migranti legali e gli immigrati clandestini. Solo i primi possano godere pienamente i diritti di cui per legge.

Nemmeno migranti legali tra loro ci sono allo stesso modo trattati. Pensiamo a due amici, un cittadino degli Stati Uniti e uno marocchino che vuole andare in Italia: se il primo non avrà bisogno di un visto per attraversare le frontiere di Schengen, la seconda deve affrontare una procedura molto dura (regolata dalle Autorità discretion) per ottenere un visto, senza la quale la sua voce è severamente vietato. Il sistema si basa su protocolli e accordi bilaterali fondamentalmente determinate dalla rapporti economici. Il numero di “migranti legali” viene scelto dal governo italiano, secondo necessità stimata dello stato di “forza lavoro”: qui è il cosiddetto ” sistema delle quote “. Ma prerogativa del governo non è solo quello di scegliere la citazione, ma anche la nazionalità dei lavoratori attesi: “preferiamo più libica o tunisina di quest’anno” La scelta dipende da accordi bilaterali con i paesi terzi-in gioco: ad esempio, , se Libia coopera Prevenire l’immigrazione illegale dal suo territorio, l’Italia aumenterà la citazione di potenziali migranti legali di nazionalità libica come un prezzo per la cooperazione ESTA. Non importa quali metodi imporrà Libia al rispetto del Patto, non importa se i diritti umani violano tali metodi. Questo è più o meno quello che va sotto l’etichetta di ” clausole migratorie “.

migranti legali sono identificati con gli uffici territoriali dello Stato tramite un numero di codice e la regolarità del loro soggiorno dipende dalla esistenza di alcuni severi requisiti di reddito e delle abitazioni più il rispetto di qualche famiglia, di lavoro e condizioni di legge: ciascuna di esse deve essere DIMOSTRATO attraverso i documenti nel rispetto delle scadenze obbligatorie. Il sistema burocratico complesso e inefficiente che incombe su di loro invadono i migranti in ogni momento della loro vita. La dipendenza necessaria del normale soggiorno dei migranti dalla stipula di un contratto legale di forze di lavoro che facciano i lavori che spesso mortificano la loro qualifica professionale; lavoro da fare diverse attività allo stesso tempo; ad un ccept condizioni che mancano i diritti del lavoro minimi comuni per legge concessi a lavorare . La precaria condizione dei migranti incoraggia Spesso lo sfruttamento dall’OMS datori di lavoro possono aspettarsi un ulteriore lavoro non retribuito attraverso la minaccia di un licenziamento, approfittando della loro posizione di potere. Nel nostro Paese un immigrato legale, anche dopo anni di soggiorno regolare, è sempre sotto il rischio di perdita del permesso di soggiorno e conseguente espulsione. In tempi di crisi economica sappiamo tutti quanto sia facile può essere quello di perdere un posto di lavoro e si impegnano minori Alla fine i reati che ostacolino il rinnovamento del permesso di soggiorno.

Queste sono solo alcune delle peculiarità della legge sull’immigrazione in corso, ai quali potremmo aggiungere l’esclusione da alcuni posti di lavoro, riservati per legge ai cittadini italiani o comunitari; la preclusione ad alcuni corsi universitari di specializzazione; altri ostacoli nell’accesso agli alloggi sociali e altri servizi sociali.

Poi ci sono gli immigrati clandestini , la gente “senza-diritti” il cui destino è quello di essere espulso di nuovo ai paesi che non sono legati più o con cui ha scelto di lasciare, al fine di cambiare le loro condizioni di vita. Per molti di loro le sofferenze delle espulsioni sono state peggiorate da un periodo di permanenza nei centri di detenzione, sconosciuto dalla maggior parte della popolazione per molti anni e inaccessibile a chiunque, ma la polizia e le forze armate. Rivolte, atti di autolesionismo, hanno avuto luogo all’interno Suicidi Nel corso degli anni lì. Piuttosto che andare di nuovo ai Paesi di origine degli “illegali” accettano di vivere nell’ombra della società legale, nelle aree rurali sfruttati e dei cantieri, non di rado ridotta in forme concrete di schiavitù: a quel punto non hanno altra scelta, ma alla ricerca di aiuto per una società parallela, penale Spesso, la legge stessa che fornisce con le vittime mirate.

La legittimazione di una doppia piattaforma dei diritti derivanti da scelte discrezionale degli Stati e in base alla nazionalità dimostra l’ipocrisia della “universalità” dichiarata dei diritti umani.

La libertà di movimento è una questione cruciale del nostro tempo: non dimentichiamo che è da questa libertà fondamentale che un’entità senza frontiere interne con il nome di Unione europea hanno avuto luogo. I tempi sono ormai maturo per iniziare una sfida, anche se non facile, che determinerà la futura struttura della società europea. Un sistema di relazioni tra territori e individui a prescindere delle Nazionalità è l’unica possibilità che abbiamo, non solo per stabilire pari dignità, i diritti e le libertà delle persone, ma anche per tendere alla realizzazione di vera coesione economica e sociale tra gli individui.

E ‘con la determinazione di intraprendere questa strada che abbiamo deciso di partecipare alla stesura della Carta Lampedusa e con gli stessi scopi saremo in marcia per le strade con i migranti e tutte le altre persone e organizzazioni che sostengono la necessità di cambiare in la suddetta direzione. Cerchiamo di non nascondersi dietro il termine “utopia”, se crediamo nella necessità di realizzare qualcosa, andiamo al lavoro.

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