La rivoluzione dello Spirito. Laurea ad honorem ad Aung San Suu Kyi

“La Sua Presenza qui Oggi, Tra le tante parole Possibili, evoca ne e sollecita una Tutte sopra: libertà. Parola di un Insieme Plurima e, Perché C’è a libertà libertà di da e a.

C’è Libertà dallo conquistatore straniero, Dallo straniero occupante. C’è della Libertà Dai Nemici democrazia, dall’abuso Forti dei Più. Ma C’è Anche Dai Giudizi l’libertà altrui interiore, dai propri pregiudizi, e Soprattutto – Come ci ha insegnato Aung San Suu Kyi – Dalla paura distaccato e collettiva. Paura di vivere e di morire, dell’oggi e domani, di non farcela per sapere per i propri cari, per il proprio popolo.
E poi c’è di Libertà e promuovere difendere i diritti Fondamentali; di esprimere e Realizzare le proprie idee Morali, Politiche e Religiose; di Essere Cittadini mondo e di SCEGLIERE destinazione il proprio.
Dovessi INDICARE è Un luogo, un’istituzione un campo Comunità Che E di elezione per QUESTE forme di libertà, dove QUESTE stato Sono forme di libertà coltivate e colomba Oggi se insegnano e apprendono se, quel Luogo e senza l’Università Dubbio: Perché L’Università – per storia e natura SUA per SUA – e Liberta’.

E con Ivano Dionigi Che QUESTE parole, rettore dell’Università di Bologna, Accoglie il leader birmana Aung San Suu Kyi nel giorno in cui verrà conferita Laurea ad honorem in filosofia. Parole Bellissime, mangiare possono Essere solista Quelle Che riescono a convincere chi ascolta Le Che Cio che Cio che e e Essere Siano dovrebbe la cosa STESSA. Ma l’illusione è breve, e anche questa volta DISTANZA TRA Realtà l’utopia da ndr SEMBRA difficile sarà riempire, Quanto difficile Parlare di libertà in un’Italia povera culturalmente Così, in una Bologna Che Appare di giorno in giorno più di idee Vuota e piu Piena di rotte bottiglie, in un’università Che annaspa sempre Più in mancanza di fondi e di Risorse cronica.

amarezza forse L’Ancora una volta sarebbero e la rabbia di chi inevitabilmente se scontra con Realtà dei Fatti il ​​sopravvento prendere è non fosse l ‘ “orchidea di ferro” finalmente prendere la Parola. Nel Suo discorso dottorale Aung San Suu Kyi Riesce ad Ricordare un chi ascolta Che ile bene non Giustifica mai i Mezzi che vera rivoluzione E Quella di chi Riesce a smettere di Porre sempre prima degli Altri è Stesso, Che la Comprensione e la Riconciliazione Sono L’unica possibile Risposta all’odio ed al risentimento, E che il futuro Nelle arachidi dei giovani allora C’è sempre una speranza.

Verità, QUESTE, mai Banali né scontate, Perché E Soprattutto a pronunciarle una donna Che non ha la SUA vita Dedicato solo Tra DISTANZA sarà riempire il Cio che Cio che era e sarebbe dovuto Essere, MA e also Che ci riuscita .

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